Pamela Pagnin: il business digitale in armonia con la natura

Noemi Fiorentino - Allinners
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LA STORIA DI BUSINESS NATURALE DI PAMELA PAGNIN

Mi approccio a Pamela in modo molto cauto. Sento la sua delicatezza e attendo i suoi tempi per raccontare la sua storia. Da quando gliel’ho chiesta, è passato un po’ di tempo. Ma poi, un giorno, all’improvviso, è apparsa.

Allora capisco che questi sono i suoi ritmi, che lei non dimentica. Lei semplicemente accoglie, matura e poi realizza. E così, con molto interesse e curiosità, ascolto la sua voce che mi racconta la sua storia.

E’ una storia delicata, appunto. Piena di dolore non raccontato, ma accennato. Lo percepisco come un peso che Pamela non vuole più portarsi addosso. Così guardo insieme a lei la sua direzione futura, quella che ha già intrapreso e che seguirà, quella in cui ogni abito e ruolo che non è il suo sarà lasciato cadere, per essere finalmente tutta la forza che ha dentro di sè. Ed è tanta, ve lo garantisco. Così, a noi che leggeremo, ne darà un po’.

 

Ciao Pamela, ci racconti di te?

Ciao, sono Pamela, vengo da un paesino in provincia di Venezia, originaria di una famiglia di operai che pensava che la donna non dovesse lavorare.

Come tutti dovevo decidere cosa fare da grande, ma odiavo la scuola. Non la trovavo interessante nè stimolante, preferivo le cose manuali e pratiche. Avrei voluto fare il liceo artistico, ma i miei genitori non erano d’accordo perchè si preoccupavano che non trovassi lavoro una volta terminati gli studi.

Ma io ero una ragazzina curiosa. I miei genitori non mi avevano mai portato in un ospedale e io volevo aiutare gli altri, così decisi di seguire il percorso per fare l’infermiera e oggi lo sono, da ben 27 anni.

Come tutti gli infermieri ho visto morte, sofferenze, lacrime. Ho lavorato in reparti “infelici” facendo tantissime notti e questo mi faceva stare male e mi scombussolava.

Chiesi quindi la possibilità di essere trasferita là dove potessi lavorare di giorno, e l’unico servizio disponibile in quel periodo era quello delle tossicodipendenze, dove sono tutt’ora. 

In questi anni da infermiera, sono stata morsa, presa a pugni, insultata, minacciata, danneggiata in molti modi. 

Anche a livello di salute, a causa proprio del mio lavoro, sono stata molto male e ho avuto valori anomali per tanto tempo, dovendo assumere alcuni farmaci per precauzione di fronte a possibili malattie che rischiavo di contrarre.

C’è stato un momento particolarmente critico che ti ha portato a un cambiamento?

Si, nel frattempo mi sono appassionata a tutto ciò che era medicina naturale, ma anche la filosofia buddhista, l’alimentazione vegetariana, vegana e integrale, fino al momento in cui si manifestò una brutta dermatite che mi fece riempire di esantemi sul viso e dietro la nuca. 

Diciamo che non avevo voglia di usare i farmaci, perché da un lato producono beneficio, ma dall’altro mettono i disequilibrio altri organi, per cui io non ero proprio abituata ad assumerli, a meno di essere costretta.

Con questa dermatite, però mi venne detto di usare il cortisone, che ovviamente aveva un effetto temporaneo. Così per i fatti miei ho iniziato a studiare cosmesi naturali per capire cosa ci fosse dentro le creme, i cibi, ecc e a 30 anni decido di smettere la pomata al cortisone e inizio a produrre tutta una serie di prodotti, dalle creme personali, ai detersivi e tutto il necessario.

Cambio l’alimentazione, diventando completamente vegetariana e applico un olio sulla dermatite che nel giro di due mesi, mi passò completamente senza che tornasse mai più.

A quel punto ebbi l’illuminazione che l’alimentazione unita alla cosmesi naturale potevano dare immensi benefici.

Come ti ha aiutato in questo il digitale?

Fu lì che incrociai un video di Matteo Pittaluga, in cui spiegava che il problema di vendere i nostri prodotti era che nessuno ci conosceva. Io, in parallelo al mio lavoro da infermiera, avevo questa piccola attività di artigianato che però facevo col terrore di essere licenziata e scoperta, infatti lavoravo anche con uno pseudonimo. La mia faccia non compariva da nessuna parte, Matteo aveva ragione.

Mi sentivo abbastanza legata, e Matteo mi ispirò per seguire il corso All-in. Inizialmente credevo di poter fare l’affiliata, perché il mondo digitale mi appassionava, ma non potendo pubblicizzare sempre con la mia faccia, comunque non riuscivo a sentire tutto questo mio.

A settembre di due anni fa però decido di andare alla Allinners Conference a Cervia e quindi poi seguire il Mentor Program.

Non potevo espormi ed ero ancora combattuta, ma non potevo resistere ancora nella mia condizione. Oltretutto avevo perso fiducia anche in come è strutturato il lavoro da infermiera, perché i ritmi sono talmente alti per noi operatori che, paradossalmente, il malato passa in secondo piano.  Non era questo il modo in cui io volevo essere d’aiuto agli altri. Io volevo fermarmi, ascoltare, essere vicina alle persone e questo non è fattibile. In un’ora dobbiamo gestire circa 100 pazienti e ci troviamo ad essere quasi erogatori automatici più che infermieri. Non ci è permesso di pensare, di avere idee , di proporre innovazione. Il mandato è “esegui e non pensare”.

La mia creatività ne ha sofferto molto e lavorare a testa bassa senza poter pensare è degradante a livello umano.

Tornata da Cervia sapevo di dover cambiare qualcosa per non piangermi addosso per sempre. 

Mi viene quindi l’illuminazione di fare un corso mio sulla cosmesi naturale per aiutare le persone a stare meglio sia a livello di salute, sia a livello economico, perché la produzione personale è molto più sostenibile che comprare prodotti fuori, ammesso e non concesso che siano più efficaci di quelli che si fanno a casa.

Nel giro di 6 mesi quindi riuscii a fare il mio corso e seguire il  Mentor Program.

 

Cosa ti ha aiutato a non mollare?

Io non sono una che molla, lo avrai capito.  Sono testarda, convinta di essere nella strada giusta. La gente so che preferisce comprare le cose fatte piuttosto che prepararle a casa, ma Matteo mi ha dato tanta motivazione.

Per quanto riguarda anche il mio lavoro digitale, ti racconto questa. Io ho avuto e ho tuttora un problema al braccio destro, perché 20 anni passati ad avvitare e svitare boccette  di metadone mi ha causato una cisti recidiva, per cui io non riesco a scrivere. Quindi, per farti capire, i post che io pubblico, sono dettati e da due anni a questa parte uso prevalentemente il braccio sinistro, anche al computer. Questo, sommato a tutte le mie piccole crisi, mi ha dato la spinta per continuare, piuttosto che desistere.

Quindi chiesi il part-time a lavoro, che era l’unico modo che avevo per espormi online e dopo 6 mesi sono riuscita a partire. Ovviamente iniziando tardi sono partita da zero. Ho cambiato tutto quello che facevo online, perché prima facevo tutt’altra tipologia di prodotti, quindi modificai tutto e aggiornai ogni cosa.

Una grande spinta e forza me l’ha data anche mia figlia, di 16 anni. Quando mi vedeva giù, mi abbracciava e mi diceva che era orgogliosa di me. 

Anche Davide Fox mi ha aiutato tantissimo, per quanto riguarda il mio sito, per la manutenzione del quale non ho conoscenze e pratica. Ma lui mi ha aiutato ad arrangiarmi, è arrivato in aiuto come un angelo risolvendomi i problemi del momento. Il supporto non solo virtuale, ma anche umano, è stata una cosa bellissima per me perché mi permetteva di non demordere di  farmi forza.

Ho ascoltato anche tanto Matteo quando avvertiva che molti avrebbero provato a buttarmi giù. Saperlo in anteprima mi ha aiutato tanto quando poi è accaduto realmente. Così ho fatto in modo di non farmi abbattere.

Anche il gruppo del Mentor Club mi ha aiutato. Non credevo, ma essere insieme a persone che stavano affrontando il mio stesso percorso, mi faceva sentire forte e poi ho visto che anche persone che erano messe “peggio” di me sul piano digitale si stavano dando un gran da fare. Questo mi ha motivata. Dovevo farcela anche io.

 

Quale pensi sia il punto di forza del Movimento Allinners?

La cosa più importante del Movimento Allinners è sapere che non sei solo con la tua follia. Anche se stai facendo una cosa totalmente nuova, diversa, pazza, che tutti ti contestano, essere insieme a persone che pensano fuori dagli schemi e che tentano l’impossibile insieme a te, allora sai che non sei davvero fuori di testa.

Io ho scelto di fare qualcosa di reale per cambiare le cose e sono fiera di questo. Ci sto mettendo l’anima nel mio progetto e i risultati si cominciano a vedere. Il mio corso è iniziato da un anno e ora, sempre di più, mi danno credibilità. E’ un lavoro lungo e per avere i primi risultati un anno appare come tanto, ma non mollando ce la sto facendo.

Il mio risultato più grande è aver creato il mio corso, aver avuto il coraggio di chiedere il part time, e anche il dovermi esporre alle persone. Io sono molto riservata e timida, ma questo non mi sta fermando. Pensa che da piccola facevo le prove per salutare gli ospiti prima di andare a dormire. Arrossivo, come arrossisco adesso. Quindi immagina il coraggio che c’è voluto. Non mi sento neanche più giovane, quindi vedo i difetti dovuti all’età.

Quindi, insomma, ho affrontato tanti e tanti ostacoli. Ma ce l’ho fatta ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Questa è la mia soddisfazione più grande. Oggi sono felice di averci provato e aver messo online il mio corso e di aiutare gli altri.

Il mio piccolo grande sogno è dedicarmi completamente a quello che sto facendo. Aspetterò il momento giusto e poi andrò completamente All-in!

 

Grazie  Pamela Pagnin per aver condiviso la tua storia. Sarà di aiuto e di esempio per molti!

Che messaggio ci lascia la storia di Pamela?

Pamela, con la sua storia, ci suggerisce che niente è preconfezionato, o meglio, che le cosse preconfezionate sono facili da avere,  ma non si sa quanto bene facciano.

Lei ne parla per quel che riguarda la cosmesi naturale, ma è così nella vita.

Occuparci noi in prima linea di ciò che mangiamo e usiamo significa indubbiamente investire del tempo, ma guadagnare salute e risorse. alla lunga essere noi coloro che sono responsabili di se stessi paga. Ci vuole più impegno, ma significa mettere nelle nostre mani la nostra vita.

Vogliamo cogliere questo suggerimento? Siamo Allinners, e probabilmente lo faremo.

Siamo un movimento di persone che condividono grande forza di volontà. La tua storia è quella di tutti noi e se non l’hai già fatto ti invito a richiedere una copia del libro degli Allinners, diventato best seller in pochi giorni. Lo puoi trovare a questo link www.allinners.com

Noemi Fiorentino

www.allinners.com/

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