Giovanna Danesi: La coach che risale dal basso

Noemi Fiorentino - Allinners
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LA STORIA DI RISALITA DI GIOVANNA DANESI

Giovanna è una donna che arriva a te prima che tu possa incontrarla. La sua energia ti raggiunge, ti sfiora a distanza, anche quando ancora non ti conosce e tu non conosci lei. Ti porta fiducia, perseveranza, sensazione di essere protetto.

Poi la vedi, interagisci con lei, la ascolti e ti accorgi che ti sembra una persona molto familiare, come fosse accanto a te da tanto tempo. Ed è proprio cosi. Non ti era stata accanto fisicamente, ma ti aveva già accarezzato. Cosi ti sembra di vivere una magia in terra, perché è ciò che Giovanna vive ogni giorno con se stessa e condivide con tutti: lei è una maga bianca che insegna a riconoscere la pace, in un tessuto di rabbia e sofferenza.

 

Ciao Giovanna, ci parli di te?

Sono Giovanna Danesi, nata e cresciuta in un paesino vicino al lago di Garda. Da molti anno vivo a Brescia città.

Sin da piccola, sono sempre stata una bambina, e poi una donna, con un carattere deciso. Giovano a tennis a livello agonistico, Lavoravo come infermiera in rianimazione e contemporaneamente studiavo.

Studiare mi è sempre piaciuto, così come ascoltare le persone e capire il perché delle cose e dei comportamenti.

Qual è stato il momento decisivo nella tua storia?

Il giorno in cui ho avuto un drammatico incidente stradale, che mi ha costretto immobile a letto per un lungo periodo e con grandi limitazioni fisiche. Tutto ad un tratto ero lì, inchiodata a quel letto, totalmente dipendente dalle persone che mi accudivano (per le quali oggi provo una sincera riconoscenza e gratitudine) con un dolore e una rabbia che volevo nascondere più che potevo perché non volevo mostrarmi debole.

Le persone intorno a me soffrivano, ma io non ero minimamente sfiorata da questo: c’ero solo io e la mia sofferenza, nient’altro.

Mi trovavo in una riserva di rabbia, non vedevo via d’uscita e sono scivolata sul fondo, chiusa nel mio guscio.

Non volevo più  mangiare, non accettavo le cure, aggredivo la mia famiglia e le persone che sacrificavano il loro tempo per venire ad aiutarmi nei bisogni più essenziali.

Ad un certo punto, non lo nego, ho pensato di mollare tutto e di arrendermi. Poi però…

 

Cosa accadde?

Ho intrapreso un nuovo viaggio, cominciato con la parola “basta”.

Non volevo più vivere cosi, in balia totale della rabbia e del dolore che decidevano al posto mio.

Volevo riprendermi la vita, ritrovare la gioia, l’energia, i miei spazi.

Volevo ritrovare me stessa.

 

Come hai fatto a ritrovare te stessa?

Mi sono fermata. Ho smesso di essere il criceto sulla ruota che gira in continuazione, ho smesso di scappare, ho smesso di combattere contro le emozioni che provavo.

 E cosi facendo, centimetro dopo centimetro, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, ho ricominciato.

A quel punto, ho trovato una Giovanna differente, pronta a non mollare, a fare ciò che era necessario fare per vivere la vita per come io la desideravo e che ora so di meritarmi, per come ognuno di  noi la merita

 

Com’è stata fino ad oggi la tua nuova vita?

Mi sono formata per diventare coach e per aiutare imprenditori e liberi professionisti che vogliono migliorare per essere di più, dare di più, realizzare i più. E’ un lavoro che sinceramente mi appassiona e mi fa sentire viva.

Inoltre mi prendo cura di me, della mia salute fisica e mentale, in modo tale che i momenti difficili e le sfide più dure possano essere parte del mio viaggio e farmi accettare le mie insicurezze e vulnerabilità.

Uno dei miei traguardi più grandi, sul piano professionale e personale insieme, è stato pubblicare il mio libro “Oltre le difficoltà”, che ho dedicato a tutte quelle persone che vogliono imparare a gestire le proprie difficoltà ed impedire al dolore di vivere al loro posto. E’ un libro in cui racconto la mia storia e che mi ha aiutato a riappacificarmi con tutto ciò che mi è successo.

 

Che messaggio vuoi lasciare al Movimento Allinners?

La perseveranza, la disciplina, la cultura del non mollare mai sono elementi fondamentali nella mia vita, una vita che oggi finalmente sento piena e autentica. Una vita che fra ostacoli e difficoltà, situazioni che mi mettono alla prova e altre che mi mettono all’angolo, si alterna a momenti di grande gioia, gratitudine, soddisfazione e passione.

E va bene cosi! E’ una vita che sento mia ed è l’augurio che faccio a tutti.

Come dice Steve Jobs: “Se lo dici davvero vuoi volare. Devi solo avere fiducia in te stesso””

Il messaggio che ci lascia la storia di Giovanna, secondo me, è quello di lavorare sempre sui nostri angoli più appuntiti, su quei tratti di noi che apparentemente ci fanno sentire invulnerabili, ma che in realtà possono essere meccanismi di difesa per non sembrare fragili.

L’onestà con se stessi è la prima chiave per essere veramente sicuri nella vita. Non siamo esenti da paure e da rigidità, ma fingere di non averne è la principale causa di conflitto con noi stessi.

Guardiamoci in faccia per ciò che siamo, accudendo le nostre zone più brutte a vedersi. Mettiamoci a nudo con il nostro cuore, come ha fatto Giovanna, e scegliamo il più bello dei percorsi: quello dell’autenticità.

 

Grazie Giovanna Danesi per aver condiviso con noi la tua storia. Sarà di esempio e di aiuto a molti.

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Noemi Fiorentino

www.allinners.com/

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