Claudia Bellan: Dalla sofferenza al centro benessere

Noemi Fiorentino - Allinners
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Ecco come la sofferenza ha portato Claudia a essere un riferimento nel settore del benessere

 

La storia di Claudia è cosi incredibile che oggi faccio fatica ad aggiungere parole. Ma a me piace vedere le persone per ciò che sono, oltre quello che dicono.

Conosco Claudia e ho avuto l’onore di poterla guardare negli occhi. La sua grandezza immensa mi ricorda la Natura. Avete presente quando guardate una valle, una distesa di mare, un tramonto e rimanete assolutamente in silenzio rispetto alla magnificenza che avete davanti a voi?

Riconoscete la forza che è insita nella natura?

Noi esseri umani siamo immersi in questo splendore, siamo parte di questo splendore e Claudia lo ha capito bene, riuscendo a utilizzare quelle qualità che di sé che hanno un grande potere.

I suoi successi sono oggi ben visibili a tutti, ma non sono stati regalati. Essi sono stati possibile grazie all’immersione totale che Claudia ha fatto dentro la vita, cogliendone la forza piena.

Questa forza ci permette poi di essere parte di quella natura che tutto può e senza limiti. Servirà solo attendere il giusto e fisiologico tempo per ogni cosa.

 

Cara Claudia, ti va di parlarci di te?

Si, Noemi.

Sono Claudia Bellan sono nata e vivo in un posto chiamato Parco del Delta in provincia di Rovigo.

Questo posto è lontano da città caotiche e stress, ma non offre molto come realtà ed è un ambiente di mare e campagna sulla foce del Po .

Ma si vive bene senza il caos della città. Probabilmente avevo bisogno di un posto così per sviluppare la mia missione.

 

Ci racconti di questa missione? Come è iniziata?

La mia storia è molto imponente ma cercherò di sintetizzare per quello che mi è possibile .

Ho vissuto per tanti anni in stato di urgenza ogni giorno, per l’impegno che ho nella mia famiglia.

Sono mamma di 3 meravigliosi figli. Loro sono sempre stati la mia unica e vera ragione nel non mollare mai. Però il non mollare era diventato un obbligo che non mi faceva stare più bene, Noemi.

Non potevo mollare, capisci? Rischiavo di non riuscire a far crescere i miei figli se mi fermavo.

Mi sono separata nel lontano 1993 e fino a quel momento non sapevo in che situazione stavo vivendo davvero. Mi ero annullata come donna e come persona per portare avanti qualcosa in cui solo io ero credevo: la FAMIGLIA. Nella mia totale inesperienza nel gestire lavoro figli  e malattia.

Sì, malattia, perché uno dei miei meravigliosi figli ha una grave disabilità in famiglia.  E’ nato con una grave lesione midollare.

Comunque ho imparato a gestire cose che solo medici o infermieri fanno, ho seguito il decorso della patologia senza perdermi . Ma tante volte vedevo tutto buio non riuscivo a riprendermi ma guardando i miei figli prendevo coraggio e mi rialzavo.

In quegli anni non c’era una carriera o un obbiettivo di evoluzione ma una corsa contro il tempo per salvare il più possibile la vita di mio figlio, che era a rischio ogni momento.

 

E’ una storia incredibile fin qui, davvero. Cosa ti ha fatto poi svoltare?

Dopo la separazione ho fatto svariati lavori per sbarcare il lunario.

Ogni giorno il mio motto era: “anche oggi abbiamo mangiato.” vivevo di poco, ma ai miei figli non facevo mancare nulla.

Finché un giorno un amico mi disse che avevo delle qualità che non sfruttavo ma che potevano anche aiutare mio figlio e mi consigliò di fare la scuola di massofisioterapista che a quegli anni si poteva fare alle terme.

Ovviamente non avevo abbastanza soldi per permettermi il tempo e la strada per farla allora andai a vongole come i pescatori tutte le mattine alle 3-30 del mattino e alle 7.00 finivo e partivo per Padova a studiare.

Pomeriggio aiutavo mia madre in campagna, e cosi per 3 anni.

Mi diplomai e da lì, la risalita. Lavoravo in un centro ortopedico mantenevo la mia famiglia e facevo fronte alle spese delle cure di mio figlio.

Tra interventi e infezioni varie viaggi all’estero tutto da sola, un grande aiuto veniva da mia madre che ringrazio ogni giorno per ciò che ha fatto per me.

Poi tanti cambiamenti, Tante cose sono successe. Non entro nel dettaglio ma vi dico che la vita non mi ha mai risparmiato nulla.

 

Ti crediamo. Il tuo compromesso si sente in ogni parola. Poi cosa accadde?

A un certo punto presi i miei figli e me ne andai da paesello e andai a vivere in Toscana. Fu un momento duro e faticoso, perché dovetti ricominciare da capo ma sempre con la medesima forza dentro: dare un futuro ai miei figli.

Incomiciai la mia avventura in un paese in cui non conoscevo nessuno e mi aprii la strada con il mio talento, perché sentivo che ci fosse qualcosa di migliore per me.

 

E’ stato difficile fidarti di nuovo della vita e delle persone?

E’ è stata una grande esperienza forte e di spessore, e l’assicuro. Io mi fidavo delle persone come se fossero tutte amiche ma non è sempre cosi, sono caduta varie volte e rialzata finche un giorno dissi a me stessa: “Ora voglio provare a scalare la montagna del successo per tutelare sempre i miei figli.”

E qui è arrivato il momento in cui hai iniziato a tirare un sospiro di sollievo?

Con vari tentativi ho visto che è dura. Ma anche i figli crescevano e mi aiutavano a realizzare progetti insieme. Tenevamo lo sguardo verso l’orizzonte sperando fosse giusto tutto quello che facevamo insieme e che eravamo, ma capitavano tante delusioni.

Come hai fatto fronte a questi momenti?

Nel percorso della mia crescita incontrai il mio attuale marito che credette in me e mi

sostiene ancora oggi dopo tutte le batoste prese. Quindi a questo punto accadde che iniziai a rilassarmi, a vedere un po’ di luce. I miei figli si erano sistemati. Lavoravamo tutti insieme al nostro obiettivo: sviluppare il centro Sangat, un centro di Yoga e benessere che oggi è il mio business principale.

 

Come hai alimentato questo business?

Cinque anni fa circa ho incominciato a guardarmi intorno. Decisi di andare a vedere come funziona fuori da dove vivo, se il mondo la fuori fosse diverso, se poevoo imparare qualcosa che mi aiutasse a portare avanti i miei progetti.

Andai in America, in cui vissi un’esperienza unica e irripetibile per l’intensa capacità di sapermi gestire e uscire dal comfort zone.

Ho imparato a non lamentarmi e a non giudicare, a essere più presente e a mollare la presa del DEVO FARE PER FORZA, inteso come sempre e solo dovere.

Al ritorno stravolsi la mia vita e si attivò il vero CAMBIAMENTO. Un vero detox generale.

Così finalmente tutto incominciò a migliorare, perdendo per strada quelle persone che non credevano in me ma sfruttavano la mia sincerità e il mio modo di essere altruista.

 

Quanto è stato importante non mollare mai nel tuo percorso?

Se mollavo, rischiavo di non dare sicurezze ai miei figli, a trovarmi su una strada, a non riuscire a

curare mio figlio. Queste sono state le mie piu grandi motivazioni.

 

Quanto ti ha cambiato l’incontro con la cultura Allinners?

Un giorno nella mia continua ricerca incontrai  Fabio e Matteo. All’inizio non diedi importanza e comprai con i pochi soldi che avevo il corso All-in.

Nel cambiamento della mia azienda vedevo un rallentamento di fatturato perdite e errori che ci sono costati il rischio di chiusura e guardando i miei collaboratori compresi che si doveva fare qualcosa di importante.

In quel momento vivevo la sofferenza per una mia cara amica che mi sosteneva molto, ma che si  ammalò di una gravissima malattia e non credetti al fatto che la stavo perdendo ogni giorno.

Prima di morire mi parlo 5 ore dandomi dei consigli importanti: uno di questi dedicare più tempo a me stessa e liberarmi di chi mi assorbe e fu cosi chiara e limpida che si aprì un nuovo scenario della mia vita.

Io ero importante e dovevo credere fino in fondo a chi ero e dove volevo andare.

Il 1 agosto si spense e mi lasciò un vuoto incolmabile.

Mi rinchiusi in me stessa ma una voce mi ripeteva sempre: “non mollare, vai avanti prendi in mano tutto e sblocca la situazione.”

In quel momento mi arrivo un messaggio in Messenger di Fabio Gallerani e incominciai a seguirlo al punto che mi arrivarono idee a non finire. Così condivisi con il team e tutto si rimise in moto.  Aumentammo i fatturati del 35%, ma non era ancora sufficiente per uscire dal baratro.

Fabio mi disse: “Vieni a Dubai!”

Così mi buttai, avevo ancora pochi soldi e poco tempo ma tanta voglia di cambiare.

E dal li tutto diventò sempre più chiaro avanti con determinazione e grande impegno, giorno e notte.

Incominciai ad investire su team. Feci loro fare il Mentor 3 e poi il Ment0r 4, l’Università Marconi per 2 e tanto altro.

A oggi una cosa è certa, Noemi: non sono più Claudia di IERI ma quella di OGGI che ha messo finalmente ordine nell’azienda e nella vita grazie alla cultura Allinners e al non aver mai mollato.

E la cosa buffa è che dopo un anno dalla scomparsa della mia cara amica Paola, il primo Agosto di quest’anno ho fatto uno degli eventi più riusciti dalla storia del SANGAT Yoga. Siamo stati in villa con 150 persone a praticare Yoga e a condividere il nostro progetto.

E indovina un po’?E’ stato nel paese natale di Paola.

 

Incredibile, oggi sei soddisfatta di quello che hai?

Tutto è stato un vero e certo percorso fatto con metodo e strategia. In questo non sarei mai riuscita da sola e senza il movimento Allinners.

Oggi il risultato è che in un anno e mezzo abbiamo aperto 2 centri e salvato un’azienda.

Devo ringraziare Irene Penini, Cristina Prescendi, Enrico Penini, Margerita Perova, Giulia bellini,

Chiara Arcuri, Elena Menegatti, Marina Baldin e Linda Ferrari. Siamo tutti parte del Movimento Allinners!”

 

 

Grazie a Claudia Bellan per aver condiviso la tua storia. Sarà di aiuto e di esempio a tanti!

Se vuoi condividere anche tu la tua storia e ricevere supporto dal Movimento Allinners, scrivi un email a storie@allinners.com

Ti aspettiamo all’ Allinners Conference, l’unico evento dal vivo per coloro che non mollano mai: www.allinners.com

Noemi Fiorentino

www.allinners.com

 

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